it_IT Motori Blogosfere.it - Ultime notizie della sezione Motori Thu, 19 Jul 2018 05:55:27 +0000 Thu, 19 Jul 2018 05:55:27 +0000 Zend_Feed_Writer 2 (http://framework.zend.com) http://www.blogosfere.it/motori 2004-2014 Blogo.it Audi Q8: foto spia della versione RS Wed, 18 Jul 2018 16:00:22 +0000 http://www.autoblog.it/post/916867/audi-q8-foto-spia-della-versione-rs http://www.autoblog.it/post/916867/audi-q8-foto-spia-della-versione-rs Samir Abu Eideh Samir Abu Eideh


In casa Audi non ci si ferma mai: solamente poche settimane dopo aver presentato la nuova Q8, è stato avvistato al Nurburgring un muletto della futura versione RS del Suv tedesco. Il prototipo, impegnato negli ormai classici test tra le curve del tracciato, è dotato di camuffature soltanto nella porzione inferiore dell'auto.

Le pellicole adesive nascondono le novità estetiche, che caratterizzeranno la variante più estrema dello sport utility di Ingolstadt. Presumibilmente, la vettura si fregerà di prese d'aria maggiorate per portare più aria al V8, di passaruota allargati, di minigonne pronunciate e di terminali di scarico ellittici, tipici delle varianti più estreme del marchio.



Con ogni probabilità, la Q8 RS godrà anche di cerchi specifici e di un impianto frenante dedicato. Inoltre, anche lo spoiler posteriore sembrerebbe avere delle sembianze più sportive rispetto a quello equipaggiato dalle versioni attualmente a listino.


Come già accennato in precedenza, il propulsore sarà lo stesso V8 biturbobenzina da 4 litri della Lamborghini Urus, ma non dovrebbe raggiungere i 650 CV di potenza e le prestazioni dell'ultima nata a Sant'Agata Bolognese. La Q8 RS potrà contare sulla piattaforma MLB Evo, condivisa con la sopracitata Urus, con Bentley Bentayga e Porsche Cayenne. Completerà il tutto la trazione integrale quattro e il cambio automatico S-Tronic a 8 marce.

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Audi Q8: foto spia della versione RS é stato pubblicato su Autoblog.it alle 18:00 di Wednesday 18 July 2018

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Toyota: 70 Auris Hybrid Electric entreranno nella flotta aziendale Unilever Wed, 18 Jul 2018 14:30:04 +0000 http://www.autoblog.it/post/916830/toyota-70-auris-hybrid-electric-entreranno-nella-flotta-aziendale-unilever http://www.autoblog.it/post/916830/toyota-70-auris-hybrid-electric-entreranno-nella-flotta-aziendale-unilever Alessandro Pinto Alessandro Pinto

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Toyota ed Unilever, multinazionale anglo-olandese operante soprattutto nel campo dell'alimentazione, hanno siglato una partnership all'insegna della sostenibilità ambientale. A partire da settembre, 70 Toyota Auris Full Hybrid Electric saranno infatti integrate nella flotta a disposizione della Forza Vendite dell’azienda. L'impegno di Toyota, pioniere della tecnologia ibrida e sempre in prima fila in tema di mobilità sostenibile, si sposa con quello di Unilever, che a sua volta è impegnata per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività.

Soddisfazione è stata espressa dai rispettivi vertici aziendali, a partire dall'AD di Toyota Italia Mauro Caruccio: "Unilever Italia è un partner molto importante e la fiducia accordataci scegliendo la nostra tecnologia Full Hybrid Electric conferma l’impegno verso la sostenibilità ambientale, nella piena condivisione della visione della mobilità che entrambe le aziende perseguono. In questa direzione, l’industria automobilistica deve affrontare sfide impegnative e la leadership del gruppo Toyota verso la progressiva elettrificazione è il risultato di un percorso iniziato oltre vent’anni fa. Riteniamo infatti che l’elettrificazione delle vetture e la diffusione di carburanti alternativi, come ad esempio l’idrogeno siano indispensabili per risolvere le odierne problematiche legate alla mobilità”. 

Sulla stessa lunghezza d'onda il Presidente di Unilever Italia Fulvio Guarneri: "Unilever Italia dà avvio a questa importante transizione insieme a Toyota, all’interno del programma globale EV100. L’iniziativa contribuisce al raggiungimento degli obiettivi dell’Unilever Sustainable Living Plan, in particolare all’impegno che abbiamo assunto per dimezzare il nostro impatto ambientale entro il 2030. Allo stesso tempo, ci aiuterà a ridurre i costi e a rendere più sostenibili e durevoli le nostre attività, apportando un contributo concreto dal punto di vista ambientale sul territorio nel nostro paese. La sostenibilità è parte integrante del nostro business e questo piano rafforza ulteriormente la nostra strategia di crescita sostenibile in Italia.”

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Toyota: 70 Auris Hybrid Electric entreranno nella flotta aziendale Unilever é stato pubblicato su Autoblog.it alle 16:30 di Wednesday 18 July 2018

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Jonas Folger test rider Yamaha nel 2019? Wed, 18 Jul 2018 14:30:00 +0000 http://www.motoblog.it/post/914025/jonas-folger-test-rider-yamaha-nel-2019 http://www.motoblog.it/post/914025/jonas-folger-test-rider-yamaha-nel-2019 Manuele Cecconi Manuele Cecconi

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La notizia del temporaneo ritiro di Jonas Folger, appena prima dell'inizio della stagione odierna, aveva scosso l'ambiente della MotoGP: il tedesco, affetto dalla Sindrome di Gilbert, è stato sostituito all'ultimo momento dal malese Hafizh Syahrin, confermato dal team Tech3 anche per il 2019. Per Jonas, però, non tutte le porte della Top Class potrebbero essere chiuse: Folger potrebbe rientrare nella Classe Regina nelle vesti di collaudatore.

A ingaggiarlo come test rider, secondo gli inglesi di MCN, potrebbe essere la stessa Yamaha, che starebbe pianificando la costituzione di un test team "europeo" incaricato di coadiuvare i giapponesi nello sviluppo della YZR-M1. Lo stesso Valentino Rossi, dopo il podio del Sachsenring, ha ammesso di aver utilizzato i dati del pilota del tedesco, che l'anno prima aveva conquistato il secondo posto sulla pista di casa: "Per me la gara di Folger dell'anno scorso è stata molto importante, su un circuito difficile per Yamaha. Ho studiato ogni cosa che ha fatto in quel week end, dalla gara, alle traiettorie, al set up della moto. E' stato di grande aiuto per me... forse dovrei cedergli il mio trofeo di quest'anno!"

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 15: Jonas Folger of Germany and Monster Yamaha Tech 3 rides during 2017 MotoGP pre-season testing at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 15, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

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Jonas Folger test rider Yamaha nel 2019? é stato pubblicato su Motoblog.it alle 16:30 di Wednesday 18 July 2018

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Volkswagen T-Roc: arriva il motore 1.6 TDI Wed, 18 Jul 2018 13:45:29 +0000 http://www.autoblog.it/post/916825/volkswagen-t-roc-arriva-il-motore-1-6-tdi http://www.autoblog.it/post/916825/volkswagen-t-roc-arriva-il-motore-1-6-tdi Roberto Speranza Roberto Speranza

Volkswagen T-Roc

Il SUV compatto Volkswagen T-Roc inserisce un ulteriore motore nella propria gamma. Si tratta del quattro cilindri 1.6 TDI. Questo propulsore turbodiesel è dotato del dispositivo SCR, il quale abbatte le emissioni nocive di ossidi d'azoto (NOx) mediante l'uso di un additivo.

Il motore 1.6 TDI Volkswagen è uno dei preferiti dai clienti italiani, soprattutto sui modelli compatti. Infatti è rappresenta il 40% delle vendite nazionali di Golf e Tiguan.

L'unità montata sul T-Roc ha una potenza di 115 cavalli ed eroga 250 Newton metri di coppia massima tra 1.750 e 3.200 giri. E' abbinato ad un cambio manuale a sei rapporti. Le prestazioni indicano un'accelerazione da 0 a 100 Km/h in 10,9 secondi e una velocità massima di 187 Km/h. I dati di omologazione sui consumi dicono 4,4 litri/100 Km nel ciclo combinato, 5 in quello urbano e 4 in quello extraurbano.

Il SUV Volkswagen T-Roc 1.6 TDI è offerto in promozione a partire dal prezzo di 25.500 euro oppure con una rata di 199 euro mensili tramite la formula di finanziamento Progetto Valore Volkswagen. Per quanto riguarda il resto della gamma T-Roc, sulla versione 1.0 TSI da 115 cavalli in allestimento Style la promozione parte da 21.900 euro.

Fra i principali equipaggiamenti disponibili troviamo il sistema multimediale Composition Media con display da 8 pollici, comunicazioni App-Connect, cruise control adattivo, avviso mantenimento corsia, frenata automatica di emergenza con riconoscimento pedoni. L'allestimento Advance aggiunge i fari fulle LED e la strumentazione digitale di nuova generazione.

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Volkswagen T-Roc: arriva il motore 1.6 TDI é stato pubblicato su Autoblog.it alle 15:45 di Wednesday 18 July 2018

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Audi TT: tutte le informazioni sul restyling di metà carriera Wed, 18 Jul 2018 13:00:00 +0000 http://www.autoblog.it/post/916783/audi-tt-tutte-le-informazioni-sul-restyling-di-meta-carriera http://www.autoblog.it/post/916783/audi-tt-tutte-le-informazioni-sul-restyling-di-meta-carriera Dario Montrone Dario Montrone


Entro fine anno debutterà sul mercato italiano la rinnovata Audi TT, di cui sono state rilasciate le prime immagini ufficiali. Il restyling di metà carriera interesserà non solo la variante coupé, ma anche la spider TT Roadster e la sportiva TTS. Oltre al rinnovamento dell'estetica, è stata ampliata anche la dotazione di serie della vettura.

Infatti, la Audi TT restyling è dotata di strumentazione digitale Audi virtual cockpit con il display da 12,3 pollici, sistema di controllo della dinamica di marcia Audi drive select, sensori luci e pioggia, calotte degli specchietti retrovisori esterni riscaldabili, volante multifunzione plus, porta USB illuminata e dispositivo Bluetooth.


La gamma della rinnovata Audi TT comprenderà solo il motore a benzina 2.0 TFSI a quattro cilindri, dotato di filtro antiparticolato e disponibile in due declinazioni: 40 TFSI da 197 CV di potenza e 45 TFSI da 245 CV di potenza, quest'ultima anche in abbinamento alla trazione integrale quattro. Inoltre, è prevista anche la sportiva Audi TTS con il propulsore 2.0 TFSI da 306 CV di potenza che, esclusivamente in abbinamento al cambio sequenziale S tronic a doppia frizione e alla trazione integrale quattro, nonché al sistema Audi magnetic ride con l'assetto ribassato di dieci millimetri, consente di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi nella variante TTS Coupé o 4,8 secondi nella declinazione TTS Roadster.

La rinnovata Audi TT Roadster, invece, è dotata della capote in tela - anche nel colore grigio - dal peso di soli 39 kg, con il sistema di apertura e chiusura della durata si soli dieci secondi anche in movimento fino a 50 km/h di velocità massima. Inoltre, è stata ampliata la gamma delle colorazioni, con le tinte Blu Cosmos, Arancione Impulse e Turbo Blue, quest'ultima destinata solo al modello sportivo TTS o disponibile con il pacchetto S line.


Per l'occasione, la gamma della Audi TT restyling sarà ampliata alle versioni speciali TT 20 years e TTS competition. Introdotta per il ventesimo anniversario della vettura, la TT 20 years sarà prodotta nell'edizione limitata a soli 999 esemplari ed ispirata stilisticamente alla concept car del 1995. La specifica dotazione di serie comprende gli interni in pelle Nappa di colore marrone mocassino con cuciture a contrasto, la targhetta con la numerazione progressiva sulla plancia e il logo TT 20 years su volante e pomello del cambio, nonché i terminali di scarico in acciaio inox dal design dedicato, i gruppi ottici posteriori OLED Matrix e gli anelli Audi opachi al di sopra dei listelli sottoporta, mentre la gamma cromatica sarà composta dai colori Grigio Saetta e Grigio Nano.

Il modello speciale TTS competition, invece, rappresenterà il massimo della sportività grazie allo specifico equipaggiamento completo di fari con tecnologia LED, anelli Audi applicati al di sopra dei listelli sottoporta, vetri oscurati (solo per la variante coupé), alettone posteriore fisso, pinze dei freni di colore rosso, cerchi in lega di colore nero lucido da 20 pollici di diametro, molteplici dettagli esterni di colore nero lucido e interni in pelle bicolore.

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Audi TT: tutte le informazioni sul restyling di metà carriera é stato pubblicato su Autoblog.it alle 15:00 di Wednesday 18 July 2018

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Vendite auto Europa: Jeep irraggiungibile Wed, 18 Jul 2018 12:15:56 +0000 http://www.autoblog.it/post/916781/vendite-auto-europa-jeep-irraggiungibile http://www.autoblog.it/post/916781/vendite-auto-europa-jeep-irraggiungibile Roberto Speranza Roberto Speranza

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Le vendite auto in Europa accelerano, mentre quelle in Italia rallentano. E' quanto dicono i dati di mercato relativi a giugno 2018 diffusi da Acea, l'associazione dei costruttori europei. Nell'ultimo mese le automobili immatricolate nello Spazio economico europeo (Ue + Svizzera, Norvegia e Islanda) sono state  1.618.985, pari ad un aumento del 5,1% rispetto a giugno 2017. Il dato sul primo semestre 2018 è invece di 8.461.963 di autovetture, il 2,8% in più rispetto ad un anno fa.

Diamo un'occhiata alla situazione dei maggiori mercati continentali, analisi compiute da Unrae (associazione costruttori esteri in Italia). La Germania ha registrato un +4,2% a giugno e un +2,9% nel semestre. Quasi i due terzi del mercato sono costituiti da auto a benzina, in aumento del 16,3% nel semestre; invece il diesel, il quale ha ancora una quota del 32,1%, prosegue nel crollo verticale, -20% (-16,2% a giugno). Le ibride rappresentano ancora una quota di mercato marginale, 3,3%; ancora irrisorie le auto elettriche, 0,9% sul totale delle immatricolazioni nel semestre.

La Francia ha una discreta crescita, +4,7% nel semestre e un ottimo giugno con 9,2%. La quota di mercato della benzina è del 53,9% nel semestre (+6,5%); il crollo del diesel è meno pesante rispetto alla Germania ma sempre inesorabile: -12% nel semestre, quota di 40,3%. Le vendite delle auto ibride sono aumentate del 33,4%, le elettriche del 6,1%. La Spagna è la nazione che va meglio fra le più grandi. Infatti nel periodo gennaio-giugno 2018 le immatricolazioni sono aumentate del 10,1%; bene anche a giugno, +8%.

Il Regno Unito è invece il mercato peggiore, perché nel semestre è calato del 6,3% e giugno non è da meno, -3,5%. In particolare calano le vendite alle società (-11,6%). Tra i britannici il crollo dell'alimentazione diesel è il più pesante: -28,2% a giugno e -30,2% nel semestre, nel quale la quota di mercato è scesa al 32,6%. Ci guadagnano le auto a benzina, +12,3% a giugno e +11,4% nel semestre; la quota di mercato è del 61,8%. Crescono forte le auto ibride a benzina: nel semestre +24,1% le autoricaricabili, +39,6% le plug-in. In calo invece le elettriche, -3,3% da gennaio a giugno.

Passiamo alle vendite auto in Europa delle singole marche. Ormai il trend è consolidato e nemmeno fa più notizia: la Jeep è la migliore di tutte, a grandissima distanza dalle altre, riferendoci alla performance rispetto all'anno precedente. Giugno è stato un altro mese d'oro, +72,1%. Eccellenti risultati anche per Volvo (+29%) e DS (+27,3%). Ottime anche Jaguar (+18,6%), Seat (+18,5%), Volkswagen (+16,3%), smart (+15,1%), Toyota +13,1%). Crescita in doppia cifra pure per Lexus, Porsche e Dacia.

Per quanto riguarda invece le prestazioni negative, la performance peggiore a giugno è sempre quella della Lancia, -14%. Cali a due cifre anche per Nissan (-12,9%) e Land Rover (-11%). Male anche Fiat (-9,5%), Ford (-8,3%), Alfa Romeo (-8,2%) e Mercedes (-7,3%).

Osservando le performance sul semestre gennaio-giugno 2018 il podio è: Jeep (+67,6%), Seat (+19%) e Dacia (+16%). Crescita poco sotto il 10% per Lexus, Volkswagen, Alfa Romeo, Peugeot, Porsche e Skoda. Bene anche Hyundai, Volvo, DS, Toyota e Kia. Segno più anche per Citroën, Mini, Honda e Renault.

Il fondo della classifica vede anche qui la Lancia (-27,4%), seguita da Land Rover (-14,2%), Nissan (-9,6%) e Fiat (-9%). Segno meno anche per Opel, Ford, Mercedes, Audi, BMW e smart.

Chiudiamo con le quote di mercato, cioè la percentuale di auto vendute da ogni marca sul totale europeo. E' sempre la Volkswagen ad occupare la prima posizione con una quota dell'11,4%. Seguono Renault (7,3%), Ford (6,33%) e Peugeot (6,25%). Troviamo quindi Opel, Mercedes, Audi, BMW e Fiat.

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Vendite auto Europa: Jeep irraggiungibile é stato pubblicato su Autoblog.it alle 14:15 di Wednesday 18 July 2018

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Mercato: giugno in calo, ma il semestre è positivo Wed, 18 Jul 2018 12:00:52 +0000 http://www.motoblog.it/post/914007/mercato-giugno-in-calo-ma-il-semestre-e-positivo http://www.motoblog.it/post/914007/mercato-giugno-in-calo-ma-il-semestre-e-positivo Manuele Cecconi Manuele Cecconi

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Il mese di giugno è uno dei mesi più importanti per quanto riguarda la vendita di moto e scooter: sono 30 giorni fondamentali per il mercato, durante i quali si registra mediamente circa il 13% delle immatricolazioni annuali. Tuttavia, confrontando i dati odierni con quelli dello scorso anno (forniti da ANCMA), si nota una leggera flessione rispetto allo stesso periodo del 2017: le 27.496 immatricolazioni totali si traducono in un -5.8%, calo contenuto dal settore moto che con 10.733 unità conferma i valori di 12 mesi fa (-0.8%).

Meno bene gli scooter, che con 16.763 immatricolazioni accusano un -8.8%, mentre i cicolomotori hanno fatto ancora peggio con -22.6% (2405 veicoli venduti).

I dati dell'intero semestre (gennaio-giugno 2018) inducono all'ottimismo: si parla di 130.297 veicoli immatricolati, pari al +4.3% rispetto allo scorso anno. La stabilità degli scooter (+0.3%) è compensata dalla crescita delle moto (+9.8%), ma anche nel conto totale dei primi sei mesi dell'anno i cinquantini non sono certo i protagonisti del mercato (-17.7%).

Tra gli scooter il leader di giugno è l'Honda SH300i, seguito dai fratelli minori da 150 e 125 cc. Tra i maxi scooter primeggia l'Honda X-ADV, mentre nelle moto la BMW R 1200 GS ha riscavalcato la Honda Africa Twin.

TOP 15 MOTO GIUGNO 2018

1 BMW R 1200 GS 501
2 YAMAHA TRACER 900 472
3 HONDA AFRICA TWIN 323
4 YAMAHA MT-07 308
5 BENELLI TRK 502 / TRK 502 X 276
6 DUCATI SCRAMBLER 800 242
7 HONDA NC 750 X 224
8 BMW R 1200 GS ADVENTURE 205
9 MOTO GUZZI V7 200
10 DUCATI MULTISTRADA 1260 198
11 YAMAHA MT-09 181
12 BENELLI LEONCINO 500 / LEONCINO TRAIL 180
13 KAWASAKI Z 650 180
14 KAWASAKI Z 900 180
15 DUCATI MULTISTRADA 950 158

TOP 15 SCOOTER GIUGNO 2018

1 HONDA ITALIA SH 300 1.493
2 HONDA ITALIA SH 150 1.393
3 HONDA ITALIA SH 125 1.376
4 PIAGGIO BEVERLY 300 ABS 1.168
5 PIAGGIO LIBERTY 125 ABS 798
6 YAMAHA XMAX 300 788
7 KYMCO AGILITY 125 R16 633
8 HONDA X-ADV 750 538
9 YAMAHA TMAX 500 499
10 PIAGGIO BEVERLY 350 473
11 PIAGGIO VESPA GTS 300 390
12 KYMCO PEOPLE S 150 382
13 PIAGGIO VESPA PRIMAVERA 125 366
14 PIAGGIO MEDLEY 125 348
15 KYMCO X-TOWN 300I 320

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Mercato: giugno in calo, ma il semestre è positivo é stato pubblicato su Motoblog.it alle 14:00 di Wednesday 18 July 2018

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Nissan Micra: il nuovo sistema multimediale Nissan Connect Wed, 18 Jul 2018 11:30:11 +0000 http://www.autoblog.it/post/916755/nissan-micra-il-nuovo-sistema-multimediale-nissan-connect http://www.autoblog.it/post/916755/nissan-micra-il-nuovo-sistema-multimediale-nissan-connect Dario Montrone Dario Montrone


La Nissan Micra è disponibile con il nuovo sistema multimediale Nissan Connect con il navigatore satellitare TomTom Premium Traffic, le funzioni Android Auto e Apple Car Play, nonché dotato della tecnologia di riconoscimento vocale con comandi al volante che consente di effettuare telefonate, leggere i messaggi di testo o controllare la musica.

Tra le novità del sistema multimediale Nissan Connect figurano il display touch screen integrato da sette pollici, la schermata Home completamente personalizzabile, la funzione multi touch per lo zoom delle mappe e la funzionalità Find My Car per individuare l'auto nel parcheggio. Inoltre, il sistema multimediale Nissan Connect consente di pianificare i viaggi con le informazioni sul traffico in tempo reale, grazie alla app Door-to-Door Navigation, alla pianificazione dell'itinerario End-to-End e all'aggiornamento delle mappe in modalità Over-the-Air.


Il sistema multimediale Nissan Connect è disponibile come optional per l'allestimento Acenta, ma figura nella dotazione di serie per tutti gli altri allestimenti della Nissan Micra. Il navigatore satellitare TomTom, invece, è incluso nell'equipaggiamento di serie degli allestimenti N-Connecta e Tekna. Infine, le funzioni Android Auto e Apple Car Play fanno parte della dotazione di serie degli allestimenti Acenta, N-Connecta e Tekna.

Per l'occasione, oltre al nuovo sistema multimediale Nissan Connect, la Nissan Micra adotta altre novità, come il display del quadro strumenti riprogettato, il nuovo design dei sensori di parcheggio posteriori e lo specchio retrovisore interno con l'anti-abbagliamento automatico, quest'ultimo di serie solo per gli allestimenti N-Connecta e Tekna.

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Nissan Micra: il nuovo sistema multimediale Nissan Connect é stato pubblicato su Autoblog.it alle 13:30 di Wednesday 18 July 2018

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All'asta l'Husqvarna 400 Cross di Steve McQueen Wed, 18 Jul 2018 11:00:24 +0000 http://www.motoblog.it/post/914009/allasta-lhusqvarna-400-cross-di-steve-mcqueen http://www.motoblog.it/post/914009/allasta-lhusqvarna-400-cross-di-steve-mcqueen Peppe Croce Peppe Croce


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La notizia farà sognare gli appassionati di cinema, di moto e i fan di Steve McQueen: è all'asta la moto Husqvarna 400 Cross del 1970 posseduta dall'attore e guidata da McQueen in persona nel film documentario On Any Sunday, uscito in Italia con il titolo Il rally dei campioni.

La stessa moto è apparta anche nella copertina iconica di Sports Illustrated del 22 agosto 1971, che raffigura McQueen a cavallo dell'Husqvarna, a petto nudo nel deserto del Mojave in California. Insomma, per i collezionisti c'è abbondante trippa per gatti.


A vendere il cimelio è Bonhams e l'asta si terrà il prossimo 10 gennaio al Bally's Las Vegas Hotel & Casino. La moto ha avuto come proprietario il solo Steve McQueen e la casa d'aste fornisce la documentazione che lo dimostra.
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McQueen negli anni sessanta era un grande appassionato di moto Triumph, in particolar modo della Triumph TR6 650 che guidò nel film La Grande Fuga e con cui saltò la famosa staccionata, inseguito dai nazisti.

Ma, da vero appassionato di motociclismo off road, quando le Husqvarna furono introdotte sul mercato americano si innamorò di queste moto agili e leggere e nel 1970 ne volle comprare una. Questa.

Nella stessa asta di Las Vegas Bonhams metterà in vendita numerosi altri cimeli, tra i quali una bicicletta motorizzata Rambler Model B del 1902 prodotta da American Cycle Company e proveniente dall'Indian Motorcycle Museum di Brisbane, in australia.

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All'asta l'Husqvarna 400 Cross di Steve McQueen é stato pubblicato su Motoblog.it alle 13:00 di Wednesday 18 July 2018

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Autovelox: Coyote arriverà su Apple CarPlay Wed, 18 Jul 2018 10:45:14 +0000 http://www.autoblog.it/post/916759/autovelox-coyote-arrivera-su-apple-carplay http://www.autoblog.it/post/916759/autovelox-coyote-arrivera-su-apple-carplay Peppe Croce Peppe Croce


coyote apple carplay
Sul blog italiano di Coyote, la nota società che produce l'altrettanto noto dispositivo di segnalazione di autovelox, limiti di velocità e traffico in tempo reale, la notizia non è stata ancora diffusa, ma sul blog francese sì: Coyote arriverà presto anche su Apple CarPlay.

Scrive l'azienda: "Molti di voi stavano aspettando la notizia: COYOTE annuncia la sua entrata ufficiale nel Programma per gli sviluppatori Apple per CarPlay! Grazie a questo accordo, la società ha appena lanciato lo sviluppo dell'applicazione mobile COYOTE compatibile con CarPlay, nei prossimi mesi".

Non c'è ancora una data ufficiale, quindi, ma è solo questione di tempo.


La mancata compatibilità di Coyote con la piattaforma CarPlay era un neo ormai poco sopportabile per gli utenti del servizio, circa 5 milioni in Europa, visto che Apple CarPlay e Android Auto sono lo standard di riferimento e persino i costruttori auto stanno quasi tutti rendendo compatibili i propri sistemi integrati con queste due piattaforme.

Il servizio di allarme e navigazione in tempo reale di Coyote è in abbonamento: dopo i 15 giorni di prova si pagano 5,99 euro al mese. Si può usare tramite il dispositivo apposito o tramite l'app del cellulare e ha il suo punto di forza nella consistente community di utenti segnalatori.

Proprio per questo l'azienda non ha potuto resistere a lungo alle pressanti richieste dei suoi clienti che, giustamente, chiedevano l'integrazione con la piattaforma di Apple.

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Autovelox: Coyote arriverà su Apple CarPlay é stato pubblicato su Autoblog.it alle 12:45 di Wednesday 18 July 2018

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Nuova Suzuki RM-Z250 2019: rinnovata dentro e fuori Wed, 18 Jul 2018 10:00:23 +0000 http://www.motoblog.it/post/913869/nuova-suzuki-rm-z250-2019-rinnovata-dentro-e-fuori http://www.motoblog.it/post/913869/nuova-suzuki-rm-z250-2019-rinnovata-dentro-e-fuori Francesco Pepe Francesco Pepe

L'obiettivo di Suzuki? Fornire ai piloti una moto in grado di primeggiare su tutte le piste del mondo riscrivendo le regole delle quarto di litro da cross.

I tecnici della casa di Hamamatsu hanno concentrato le forze su tre campi che garantiscono di alzare il livello delle prestazioni: partenza, comportamento in curva e frenata. RM-Z250 2019 che, quindi, migliora ulteriormente le già fantastiche prestazioni dell'attuale modello proponendosi sul mercato come una moto da competizione rivoluzionaria.

Riprogettati telaio in alluminio e forcellone a sezione variabile che ne migliorano sensibilmente guidabilità e rapidità in curva, aiutati da un'accuratissima messa a punto e da una forcella dotata di nuove molle. Migliora la rigidità di tutta la ciclistica consentendo quindi un'esperienza di guida ancora precisa su ogni tipo di terreno anche grazie all'adozione i nuovi pneumatici. Nuovo anche l'impianto frenante con dischi e pastiglie maggiorati.

Le plastiche le eredita direttamente dalla sorella maggiore RM-Z450 2018: un frontale segnato dal becco che rappresenta un segno distintivo della gamma off-road di Suzuki; gli elementi sovrastrutturali la rendono ancora più snella rispetto alle vecchie versioni assicurando la posizione perfetta per i piloti di tutte le corporature. Tocco di design e chicca per un controllo ottimale, il nuovo manubrio Renthal Fatbar in alluminio. 

Importanti aggiornamenti riguardano anche il propulsore monocilindrico che equipaggia RM-Z250 2019. Rivisti aspirazione e impianto di scarico con una particolare attenzione alla parte interna del silenziatore. Traducendo? Risposta più pronta dell'acceleratore, maggiore coppia e più potenza. L'aspetto pratico riscontrato è, invece, un'erogazione progressiva e lineare per consentire a qualsiasi pilota un periodo di adattamento alla moto e allo stile di guida senza alcuna difficoltà e, nello stesso tempo, consentire alte prestazioni a chi pratica a livelli agonistici.

Parlando di potenziale in partenza, Suzuki ha equipaggiato RM-Z250 2019 con il nuovo Suzuki Holeshot Assist Control mentre, l'ingegnoso dispositivo di controllo della trazione gestisce la potenza erogata basandosi su tre diversi parametri: giri del motore, posizione dell'acceleratore e marcia inserita. Una moto che offre, quindi, maggiore motricità su tutti i fondi consentendo al pilota un miglioramento costante dei tempi sul giro.

Suzuki RM-Z250 2019 oggi si presenta al pubblico come un mezzo più divertente e più semplice da gestire e con un rinnovato look che esprime puro dinamismo.

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Nuova Suzuki RM-Z250 2019: rinnovata dentro e fuori é stato pubblicato su Motoblog.it alle 12:00 di Wednesday 18 July 2018

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Tesla: nuovi problemi in Germania per gli incentivi Wed, 18 Jul 2018 10:00:19 +0000 http://www.autoblog.it/post/916750/tesla-nuovi-problemi-in-germania-per-gli-incentivi http://www.autoblog.it/post/916750/tesla-nuovi-problemi-in-germania-per-gli-incentivi Peppe Croce Peppe Croce


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Decisamente non un bel periodo per Tesla: la casa automobilistica che produce solo auto elettriche continua ad avere problemi con il governo tedesco. Problemi che riguardano la Model S e gli incentivi statali fino a 4.000 euro che la Germania riconosce agli acquirenti di veicoli green.

L'ultimo episodio è di questi giorni, ma la storia va avanti da un paio d'anni. Secondo quanto riporta il giornale online di settore Electrek l'Ufficio federale per l'economia e il controllo delle esportazioni (BAFA) tedesco ha ufficialmente chiesto a molti clienti di Tesla che hanno già ottenuto l'incentivo statale di restituirlo. Una mossa retroattiva che interessa centinaia di clienti.

Tutto nasce dal fatto che gli incentivi statali tedeschi alle auto elettriche, negoziati con l'industria teutonica dell'auto ma validi per l'acquisto anche di auto elettriche prodotte al di fuori della Germania, possono essere richiesti solo se il prezzo d'acquisto dell'auto non supera i 60 mila euro.


L'idea è che, se puoi permetterti un'auto che costa così tanto, non hai bisogno di alcun incentivo pubblico. Quel tetto, però, escludeva dagli incentivi le Tesla Model S. L'azienda, per questo, ha deciso di togliere alle Model S alcune caratteristiche che sul mercato americano sono di serie, offrendole come optional e facendo così rientrare il prezzo al di sotto dei 60 mila euro.

Fatta la legge, trovato l'inganno. Così si dice in Italia e probabilmente anche in Germania visto che dopo questa mossa Tesla è stata accusata di aggirare fraudolentemente il sistema degli incentivi.

Dopo un lungo tira e molla, però, la Germania ha riconosciuto anche agli acquirenti di Tesla di accedere agli incentivi. Problema risolto? Non esattamente, visto che ora il BAFA vuole i soldi indietro con una mossa retroattiva di dubbia correttezza.

Tesla sta facendo appello contro questa decisione e ad Electrek ha confermato che pagherà il costo dell'incentivo ai suoi clienti. Tuttavia, al momento le Model S restano nuovamente senza sconto e ciò influirà negativamente sulle vendite di questo modello in Germania.

Sempre restando in tema di incentivi, ma spostandoci negli USA, non va molto meglio per Tesla. Qui il presidente Donald Trump, notoriamente poco simpatizzante di tutto ciò che è green, ha tolto il tax credit da 7.500 dollari a tutti gli acquirenti di auto elettriche. Comprese le Tesla, ma anche quelle del Gruppo General Motors e degli altri costruttori.

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Tesla: nuovi problemi in Germania per gli incentivi é stato pubblicato su Autoblog.it alle 12:00 di Wednesday 18 July 2018

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Rally Roma Capitale 2018: Paolo Andreucci sarà al via Wed, 18 Jul 2018 09:15:26 +0000 http://www.autoblog.it/post/916747/rally-roma-capitale-2018-paolo-andreucci-sara-al-via http://www.autoblog.it/post/916747/rally-roma-capitale-2018-paolo-andreucci-sara-al-via Roberto Speranza Roberto Speranza

Rally Roma Capitale 2018: Paolo Andreucci

Siamo tutti sollevati dall'apprendere che Paolo Andreucci sarà regolarmente al via del rally di Roma Capitale 2018, in programma dal 20 al 22 luglio. L'asso della Peugeot quindi si è ripreso dal brutto incidente occorsogli una settimana fa. Purtroppo al suo fianco non ci sarà ancora come copilota la navigatrice di sempre, Anna Andreussi. La moglie di Paolo infatti dovrà restare a riposo ancora per qualche tempo. Le note di gara verranno quindi affidate a David Castiglioni, il quale ha già collaborato con Andreucci negli anni '90.

Ricordiamo cosa è accaduto. Il 13 luglio, nel corso di una serie di test sui pneumatici in Liguria, la Peugeot 208 T 16 del 10 volte campione italiano è uscita di strada, andando a sbattere con una certa violenza contro un muretto, dal lato guida. L'incidente è accaduto nella località Monte Ceppo, comune di Baiardo (Imperia), ad una trentina di Km a nord di Sanremo.

Dopo i soccorsi sul posto, Andreucci è stato trasportato in elicottero all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure per accertamenti a causa della violenta decelerazione. Il pilota ha riportato una frattura ad una vertebra, rinsaldata successivamente dopo un intervento a Torino. Anna Andreussi invece è stata ricoverata subito all'ospedale di Sanremo; gli esami radiografici hanno riscontrato delle sospette fratture al bacino, quindi anche lei è stata ricoverata a Pietra Ligure.

Nei giorni scorsi, avendo ricevuto molti messaggi d'incoraggiamento dai fans, la coppia più famosa del rally italiano aveva risposto tramite i social network. Questo è il messaggio di Anna dal proprio profilo Instagram: "Stiamo bene, questa è la prima cosa che vi vogliamo dire. Grazie a tutti per le vostre attestazioni di affetto, e che in queste ore continuano ad arrivare. Adesso siamo di nuovo insieme, io purtroppo dovrò stare ferma per un po', Paolo mi auguro che possa tornare in macchina quanto prima. Vogliamo ringraziare i soccorsi per la loro efficienza e tempestività. Ringrazio Filomena che mi ha soccorso all’Ospedale di Sanremo. Continuate a fare il tifo per noi. Grazie a tutti. Anna e Paolo".

E ora Paolo Andreucci è di nuovo pronto a mettersi al volante. Queste le parole del campione della Garfagnana, diffuse da un comunicato di Peugeot Italia: "L’incidente di venerdì scorso ci ha fatto prendere un bello spavento, lo devo ammettere. In realtà, la situazione è sempre stata molto migliore rispetto a quanto riportato da alcuni organi d’informazione. Ringrazio tutti i medici per la cura con cui mi hanno assistito fin dall’inizio. Mi spiace per Anna che, purtroppo, dovrà avere un decorso più lungo del mio e che non sarà al mio fianco il prossimo week end. Deve ancora recuperare pienamente. Voglio ringraziare anche la macchina dei soccorsi sul luogo dell’incidente, davvero celere ed efficace. Un grosso grazie va anche a tutti i tifosi che ci hanno dimostrato un affetto davvero incredibile. Dai social ai media, sono state tantissime le dimostrazioni di calore e vicinanze. Questo affetto ci ha aiutato e ci fa ha fatto capire quanto il rally sia amato dal pubblico".

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Rally Roma Capitale 2018: Paolo Andreucci sarà al via é stato pubblicato su Autoblog.it alle 11:15 di Wednesday 18 July 2018

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MotoGP: Ducati, così non va! Wed, 18 Jul 2018 09:00:09 +0000 http://www.motoblog.it/post/913998/motogp-ducati-cosi-non-va http://www.motoblog.it/post/913998/motogp-ducati-cosi-non-va Massimo Falcioni Massimo Falcioni

Dopo il GP di Germania il Dovi lancia un segnale di ottimismo: “Sono abbastanza contento” avvertendo, però: “Ma dobbiamo migliorare”. Aiutati che il ciel t’aiuta, si direbbe. Insomma, Andrea fa da cassa di risonanza della linea dettata da Borgo Panigale aggrappandosi alla visione del “bicchiere mezzo pieno”, che, però, mezzo pieno non è. Perché dai roboanti annunci di poter dominare la stagione e intascare l’agognato titolo iridato MotoGP (“E ora vinciamo il mondiale” tuonò Andrea alla vigilia di Le Mans dopo aver firmato il nuovo contratto biennale con Ducati) al rischio di rimanere “a secco”, il passo è breve.

Lasciando da parte Jorge Lorenzo – una campione-bomba ad orologeria simbolo del disorientamento Ducati nella delicata gestione dei suoi piloti – e non conoscendo ancora il reale potenziale da “ufficiale” del futuro sostituto del maiorchino, Danilo Petrucci (un purosangue o un cavallo da tiro?), tutte le speranza di successo sono affidate a Dovizioso.

Un Dovizioso che, però, al di là delle dichiarazioni d’ufficio con tratti di “politichese”, esce dal nono round stagionale del Sachsenring peggio di come c’era entrato: mai in lotta per giocarsi la vittoria, mai in lotta per il podio, addirittura fuori dalla top five, settimo posto (gap +7.941), ultimo dei piloti con le Ducati che contano, persino dietro al buon Alvaro Bautista, con una “Desmosedici” stagionata. E il piatto piange. Piange cioè una classifica generale che dopo le prima nove gare vede Dovizioso al quarto posto – 88 punti - (a pari punti con il quinto Zarco) davanti al sesto Lorenzo (85) e al settimo Petrucci (84) con un distacco dal primo Marquez di 77 punti (un abisso!), dal secondo Rossi di 31 punti, dal terzo Vinales di 21.

E, con l’aria che tira in casa della Rossa, Lorenzo – ma anche il Petrux – non sembrano proprio i compagni di squadra propensi a dare una mano al Dovi per recuperare, impegnatissimi come sono a portare legittimamente acqua al proprio mulino. C’è di più. Con Brno inizia di fatto la seconda parte della stagione.

Per la cronaca, nel 2017 a Brno vinse Marquez con Dovizioso 6°. Poi Andrea replicò con una doppietta in Austria (Marquez 2°) e a Silverstone (Marquez out), quindi un 3° a Misano (Marquez 1°), 7° ad Aragon (Marquez 1°), nuova vittoria a Motegi (Marquez 2°), 13° a Phillip Island (Marquez 1°), di nuovo primo a Sepang (Marquez 4°), zero a Valencia (Marquez 3°). Inutile ricordare come finì. Utile invece non dimenticare il vento in poppa che da un bel po’ spinge Marquez con cinque vittorie (cinque nelle ultime sette gare, due consecutive nelle ultime due, oltre a due secondi posti e a due … zeri) e tiene inchiodato Dovizioso con l’unico trionfo nell’ apertura di Losail.

Quel che è peggio è che Marquez pare giocare al gatto col topo mentre Andrea, se non alla canna del gas, pare … “impiccato” o, come domenica al Sachsenring, col freno … tirato, comunque non “in palla”. La Honda va, è molto migliorata dal 2017, ma è Marquez che la fa volare. Senza Marc la marca dell’Ala dorata raccoglierebbe ben altri risultati. Basta guardare quanto fatto fin qui da Pedrosa&C. Vanno, al di là dei piagnistei in ogni pre-gara, le Yamaha, anche qui, grazie soprattutto alla regolarità-super di Rossi e ai gran recuperi di Vinales.

E Ducati? Resta una gran moto, indubbiamente quella che nelle ultime due stagioni ha fatto un gran salto in avanti. Ma il gran potenziale non si è tradotto fin qui in risultati eclatanti da fare la differenza, come parla chiaro la classifica generale, pur se brillano i tre centri (uno di Andrea e due del resuscitato Jorge). Dopo l’apertura trionfale di Losail, per la Rossa di Dovi parava gioco fatto, un mondiale già… intascato. Anche perché nel 2017 il binomio italiano andò davvero vicino al colpaccio.

Questione di moto, dunque? No. La moto c’è. Quest’anno Dovi paga errori pesanti ma soprattutto paga la perdita del suo punto di forza: la serenità. Al di là delle apparenze, pesa al pilota forlivese il ruolo di “number one” imposto dagli eventi di Borgo Panigale subendo il clima di tensione interno con sbavature ed errori o, all’opposto, con prestazioni sotto tono, come al Sachsenring. La pausa di tre settimane può essere salutare per il gran rilancio ma anche un rischio per l’imbocco verso la disfatta totale.

La situazione è in bilico ma non cancella le qualità di un pilota freddo, lucido, costante e solido e il valore di una moto oggi seconda a nessuno. Ma, ripetiamo, i conti non tornano e suonano come un forte campanello d’allarme. Spetta alla dirigenza di Borgo Panigale rimettere a posto tutto (anche i cocci) trasformando la difficile convivenza fra i suoi tre piloti-galletti che si beccano fra loro in “tridente” eccellente e vincente. La vittoria in pista si prepara prima, fuori dalla pista. Il rischio vero, alla guisa di una maledizione, è che senza svolta il mondiale non si vince. Né questo, né quelli a venire.

MotoGP: Ducati, così non va!

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MotoGP: Ducati, così non va! é stato pubblicato su Motoblog.it alle 11:00 di Wednesday 18 July 2018

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Hyundai Nexo: Fuel Cell alla coreana. Primo contatto Wed, 18 Jul 2018 08:30:28 +0000 http://www.autoblog.it/post/916684/hyundai-nexo-fuel-cell-alla-coreana-primo-contatto http://www.autoblog.it/post/916684/hyundai-nexo-fuel-cell-alla-coreana-primo-contatto Cesare Cappa Cesare Cappa

Futurista e ambientalista. Così si presenta la nuova Hyundai Nexo. Una vettura che sottolinea l’impegno della Casa coreana nell’ambito della tecnologia Fuel Cell, portando in dote l’esperienza della precedente ix35, di cui in qualche modo rappresenta la seconda generazione. Un’affermazione in termini ingegneristici, essendo la Nexo realizzata su di un pianale dedicato, proprio per “massimizzare” la tecnologia a celle combustibili. Questo ha permesso di pensare ad un progetto dedicato in toto all’idrogeno.

Hyundai Nexo: com'è fatta


A partire proprio del design. Il cui aspetto futurista risponde a regole chiare e certe, che debbono assolutamente rendere efficiente la vettura da un punto di vista aerodinamico. Ogni superficie è stata studiata per questo scopo. E il fatto che la calandra sia chiusa, ne è un esempio lampante. Al di là della resistenza aerodinamica, Nexo pone l’attenzione anche sull’ecologia costruttiva: parte dei materiali sono certificati dall’organizzazione indipendente UL (Underwriters Laboratories). Una filosofia progettuale condivisa anche con gli interni, dato che i rivestimenti dei sedili sono realizzati in eco-pelle.

Una visione ecologistica a 360 gradi, per un Suv che si piazza indicativamente all’interno del segmento D. Una classificazione derivata da una lunghezza di 4670 mm. A cui segue una larghezza di 1860 mm e un’altezza di 1640 mm. Le proporzioni ideali per essere presa in considerazione come Suv da famiglia. Peccato solo che in Italia non la vedremo (praticamente) circolare. In realtà, passando per il reparto flotte della filiale italiana, sarà possibile acquistare Nexo, per la quale sono allo studio delle soluzioni di leasing riservate ad aziende e società. Di fatto nel nostro Paese mancano le strutture, tenendo presente che l’unico distributore “realmente” disponibile si trova a Bolzano. In ogni caso il prezzo di partenza sarà intorno ai 69.000 euro.

Ciò non sminuisce il valore tecnico di Nexo, la cui formazione a celle combustibile è formata da un motore elettrico sincrono a magneti permanenti. Una motorizzazione che elabora 163 cv di potenza massima (120 kW) e 395 Nm di coppia motrice. Il propulsore è alimentato da un pacco batterie posizionato sotto il pianale del bagagliaio, la cui capacità è pari a 1,56 kWh. Il pezzo forte sono ovviamente i 3 tre serbatoi da 52,2 litri di idrogeno ciascuno. Nel complesso, secondo quanto dichiarato, il consumo rilevato dovrebbe attestarsi intorno agli 0,84 kg di idrogeno ogni 100 km. Un dato a cui corrisponde un’autonomia di 666 km (ciclo WLTP).

Hyundai Nexo: come va


A livello di performance il dato più interessante è quello dello 0-100 km/h, che si concretizza 9,2 secondi. Decisamente non un fulmine, ma più che sufficiente per rendere brillante la Nexo in accelerazione. Anche perché a vuoto pesa intorno ai 1800 kg. Un valore piuttosto alto, che confina lo stile di guida in un ambito decisamente pacifico rispetto ad una strada ricca di curve. Sebbene poi la presenza di serbatoi e pacco batterie le consenta di avere un baricentro basso.

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Hyundai Nexo: Fuel Cell alla coreana. Primo contatto é stato pubblicato su Autoblog.it alle 10:30 di Wednesday 18 July 2018

]]> 0 Suzuki V-Strom 250 vs BMW G 310 GS: la prova delle piccole adventure Wed, 18 Jul 2018 08:00:25 +0000 http://www.motoblog.it/post/913797/suzuki-v-strom-250-vs-bmw-g-310-gs-la-prova-delle-piccole-adventure http://www.motoblog.it/post/913797/suzuki-v-strom-250-vs-bmw-g-310-gs-la-prova-delle-piccole-adventure Redazione Motori Redazione Motori

di Dave Zampana
Arriva l’estate 2018 ed è subito voglia di avventura, con due moto piccole di cilindrata: Suzuki V-Strom 250 e BMW G 310 GS. Due enduro, due modi diversi di interpretarlo. Suzuki, più vicina ad un enduro leggero e più portata per un utilizzo turistico, su strade tortuose e non, mentre la piccola della famiglia GS si presenta più predisposta ad un off-road di maggiore intensità. Se il segmento le rende due moto simili, il prezzo non è da meno: 5.740 euro per la giapponese e 6.000 euro per la tedesca.

Suzuki V-Strom 250



Con un mercato ormai saturo di moto dalle grandi cilindrate, aumenta la richiesta di moto di piccola cilindrata partendo dalle “quarto di litro”. Queste moto però vengono realizzate con una concezione sorprendentemente vicina a quella delle sorelle maggiori: devono essere versatili, facili da utilizzare, adatte a tutti e pronte a qualsiasi esigenza rendendo sempre piacevole il giro in moto sia ai motociclisti più giovani che intendono avvicinarsi al mondo dell’avventura, sia per i meno esperti che non devono sentirsi in difficoltà nell’utilizzo della moto in qualsiasi condizione.

La Suzuki si è ispirata molto alle V-Strom di maggiore cilindrata per la realizzazione di questa piccola enduro, sia per quanto riguarda le linee, affusolate sull’anteriore con un tondo faro centrale, sia per l’utilizzo per cui è stata creata, ossia portarvi ovunque e in qualsiasi condizione meteorologica. Ovviamente questa versione si differenzia dalla più blasonata da 650 cc e 1000 cc per la sua piccola cilindrata, questo proprio perché la casa giapponese voleva permettere ai neofiti di poter andare praticamente ovunque con una moto alla loro portata nell’attesa di poter passare alle cilindrate superiori.

Suzuki V-Strom 250: come va


La piccola giapponese si presenta con uno stile e delle linee simili a quelle delle sorelle maggiori anche il motore si ispira a loro, infatti la V-Strom 250 è dotata di un bicilindrico, solo che in questo caso, anziché essere a V, utilizza due cilindri in linea. La seduta è comoda e abbastanza bassa da permettere a tutti di arrivare a poggiare bene i piedi a terra. Questa seduta però può pregiudicare il fuori strada poiché ne deriva una poca luce a terra, infatti in presenza di dossi particolarmente alti si rischia di toccare con la parte inferiore del motore a vantaggio però di una guida su strada molto piacevole e davvero sorprendente per la tipologia di moto. Il propulsore eroga una potenza massima di 25 CV a 8.000 giri che garantiscono sia una discreta coppia in uscita di curva che un buon allungo ad alti regimi. Tra le strade tortuose si comporta bene, sempre pronto e reattivo al gas, le sospensioni lavorano in maniera discreta, montano una forcella telescopica all’anteriore e un monoammortizzatore centrale al posteriore che garantiscono un rapido inserimento in curva e una buona percorrenza.

Il tutto supportato anche dai pneumatici 110/80/17 all’anteriore e 140/70/17 al posteriore. In particolare la moto avuta in prova è equipaggiata con pneumatici dal disegno più stradale che da off road, grazie a quali in curva si possono raggiungere angoli di piega di tutto rispetto, tenendo conto che stiamo parlando di una moto turistica. I freni si sposano perfettamente con la ciclistica e il propulsore: disco da 290 mm all’anteriore con pinza assiale e un disco da 240 mm al posteriore. La moto non va affatto in sofferenza nella frenate più energiche e allo stesso modo, anche quando si effettuano a distanze ravvicinate, non si ha la perdita della potenza frenante.

La V-Strom 250 è davvero versatile, infatti è divertentissima tra le curve, ma all’occorrenza diventa una comoda moto da viaggio anche se per tragitti non troppo lunghi dato la cilindrata, mentre si muove davvero bene nel traffico. Grazie alla sua seduta centrale, a un manubrio sapientemente posizionato e di dimensioni equilibrate alla ciclistica della moto, ci si trova decisamente comodi negli slalom cittadini più impegnativi.

Suzuki V-Strom 250: come è fatta


Il musetto è pronunciato in avanti e a punta con la scritta V-Strom sul fianco sopra al quale troviamo un faro tondo e piatto, accompagnato da un cupolino relativamente alto che protegge una strumentazione totalmente digitale. Forcella telescopica all’anteriore abbinata ad un impianto frenante a disco (290 mm) con pinza ad attacco assiale, pompa assiale e tubo in gomma il tutto supportato dall’ABS. I comandi sui blocchetti sono posizionati per essere intuitivi e comodi durante la guida.

Il serbatoio ha una rientranza più che sufficiente per accogliere le gambe del pilota che , insieme al cupolino alto, ha una buona copertura dall’aria. Le pedane sono abbastanza basse, infatti nelle pieghe più decise si rischia di arrivare a grattarle per terra, allo stesso tempo però, nei tratti più lunghi e monotoni, le gambe non si affaticano particolarmente. Al posteriore la V-Strom monta un monoammortizzatore centrale e un freno a disco da 240 mm. Lo scarico uscendo passa sotto entrambe le pedane (pilota e passeggero) ed ha una paratia che evita al passeggero di ustionarsi la gamba nel caso dovesse urtarla nelle fasi di salita o discesa dalla sella.

Ai lati della sella del passeggero troviamo un maniglione decisamente visibile, al quale su richiesta possono essere aggiunte tre valigie, una posteriore e due laterali. Il faro posteriore, infine ,è forse un tantino sottodimensionato visto l’ampiezza della coda della moto, ma grazie alla luce di posizione a LED è ugualmente visibile in tutte le condizioni.

BMW G 310 GS


La costante richiesta di moto di piccola cilindrata, sicuramente più facili da gestire, ideali per i neopatentati e i neofiti, è in crescita in Italia come in tutta Europa. Per questa ragione BMW Motorrad ha deciso di realizzare una piccola adventure, figlia della famosissima R 1200 GS. La G 310 GS nasce per soddisfare i piaceri e le esigenze dei motociclisti più giovani, dei più o meno esperti o semplicemente di chi non vuole avere una moto grande e pesante, ma comunque vuole sentirsi libero di andare ovunque. Questo è lo spirito con cui è stata concepita la piccola enduro in casa BMW, libertà di poter uscire in moto su qualsiasi tipo di terreno e in qualsiasi condizione climatica, ogni volta se ne ha la voglia o la possibilità, proponendo una moto versatile e adatta a tutti.

BMW G 310 GS: come va


Come la V-Strom, anche la G 310 GS si ispira molto alla sorella maggiore R 1200 GS. La seduta alta, 835 mm di serie, su richiesta si può scegliere di montare quella più alta da 850 mm o quella più bassa da 820 mm, il serbatoio pronunciato, il manubrio alto e le finiture delle plastiche le donano un’aria da “grande”. In effetti per certi versi lo è, come ad esempio nel fuoristrada. Anche se il motore è un 313 cc da 34 CV, nell’offroad ha poco da invidiare alle sue celebri sorelle maggiori.

Il monocilindrico della G 310 GS, spingendo sin dai bassissimi regimi, aiuta anche i piloti meno esperti a superare qualsiasi ostacolo, che sia di terra, fango o roccia. Oltre alla coppia del monocilindrico per far divertire anche gli enduristi più esperti, ci sono le gomme con un design caratterizzato da grandi tasselli e intagli abbastanza profondi da permettere allo pneumatico di far defluire il fango all’esterno dello stesso. La posizione di guida alta ha permesso a BMW di rialzare il motore, in questo modo è davvero difficile arrivare a toccare il suolo con la scocca sottostante anche negli scollini più pronunciati.

Grazie all’intervento dell’ABS (commutabile) anche i neofiti possono cimentarsi nell’offroad evitando il bloccaggio della ruota anteriore in frenata e di conseguenza la caduta. Il motore è sfruttabile e divertente anche nella guida su strada. Grazie alla sua coppia di 28 Nm a 9.500 giri/min si è sempre pronti per effettuare un sorpasso o per affrontare i più tortuosi passi di montagna. Se si sbaglia la marcia in ingresso di curva si ha comunque la spinta sufficiente per uscire senza fatica, anche nei tratti in salita. L’impianto frenante anteriore è caratterizzato da una pinza ad attacco radiale, tubi in treccia e lavora in grande sintonia con la forcella a steli rovesciati da 41 mm, anche se quest’ultima risulta forse un tantino morbida nelle frenate più aggressive donando però alla moto un’agilità che sorprende.

Nelle tratte extraurbane la posizione di guida alta si fa sentire, infatti anche se le velocità non sono elevate il vento potrebbe risultare un po' fastidioso, soprattutto per i piloti più alti. In città il mix di motore scattante, sospensioni medio/morbide, ruote alte (19” all’anteriore e 17” al posteriore) ne fanno una vera bomba contro il traffico. Il manubrio potrebbe risultare un po' largo e impacciato a primo impatto, ma grazie alla posizione di guida alta e alla forma snella della moto, diventa l’arma segreta per fare leva e diventare ancora più agili negli spostamenti.

BMW G 310 GS: come è fatta